In volo verso le Fiandre

Il viaggio in aereo da Malpensa a Bruxelles preannuncia una vacanza particolare. L’equipaggio del velivolo è composto da una hostess e due steward. Siamo abituate ad equipaggi cordiali, ma dall’aria stanca e frustrata. In questo caso lo steward addetto al microfono di bordo sembra un bimbo che è appena entrato per la prima volta nella sua vita a Disneyland. Il ragazzo, con capelli corti già sale e pepe nonostante sia sicuramente molto giovane, è gentilissimo, carino da mangiarselo, attento a ogni necessità dei passeggeri, con questi occhi scuri come la notte contornati da ciglia da Bambi. Ad ogni occasione che lo si sente parlare ha un che di esilarante: “Siamo estasiati di accogliervi sul volo numero ….” il tutto con una cantilena non certo monotonica come di consueto, bensì con il finire delle frasi in un crescendo di eccitazione: non si è ancora capito se sia completamente pazzo o solo perdutamente gaio; in ogni caso già lo adoriamo, e fortunatamente siamo in ultima fila vicine alla sua postazione.

 

Durante la presentazione di tutte le uscite di sicurezza e le pratiche per evacuare l’aereo in caso di disastro, il nostro eroe legge da un libercolo la sua parte in italiano evidenziando da subito quanto per lui sia una lingua assolutamente nuova: sentirgli pronunciare le parole con le cadenze più assurde è un vero spasso. Qualcuno ride in modo evidente, ma lui non si perde d’animo, e usa tutto l’entusiasmo di cui è capace. Ogni volta che conclude un po’ rosso in viso, sbuffante dalla fatica e anche un po’ sudato, lo guardiamo in segno di approvazione e incoraggiamento, e lui ricambia un po’ ringraziando e un po’ scusandosi per quelle che lui considera gaffe.

 

La fase dell’atterraggio prevede l’informativa più lunga sul come si debba attendere il segnale delle cinture prima di potersi alzare, e di come la sua ciurma sia stata elettrizzata (!) dalla nostra compagnia. In questo dire sono state infilate almeno tre parole con cadenze così ridicole da rendere tutti i passeggeri in delirio. Finita la pappardella noi abbiamo dato il via ad un applauso festoso che è stato seguito da tutti. Lo steward quasi piangeva dalla commozione e ha cominciato a ringraziare tutti anche stringendo la mano: stava andando a ritirare l’oscar sul palco e lui era seduto in fondo alla sala.

Nina & Ros