"Il Musée Magritte Museum, interamente dedicato alle sue opere, ha aperto i battenti al pubblico!" Scoprilo!
Sicuramente le opere di artisti quali Bosch e Bruegel rappresentano una visione alquanto peculiare nell’ambito del surrealismo fiammingo. E la stessa peculiarità la ritroviamo, a distanza di qualche secolo, in un altro esponente dell'arte fiamminga, René Magritte.
Magritte è il maestro degli accostamenti dissociativi, dove la rappresentazione del reale trascende il mistero, e tutto diviene un non-senso, capace però di spronare lo spettatore a indagare e pervadere la rappresentazione. Ne L’impero delle Luci l’apparente semplicità , che è indice di genialità , svela la dicotomia del giorno e della notte, in una sorta di magia onirica che non riesce a non affascinare anche lo spettatore più ignaro travolgendolo con una contemporaneità surreale. Stessa cosa dicasi per La magia nera o L'uomo del mare, tutte opere che è possibile ammirare presso il Museo Magritte di Bruxelles.
Ma dobbiamo spostarci a Gent per comprendere a fondo la forza della visione di Magritte. Nel Museo di Belle Arti è infatti ospitato Il balcone di Manet: l’atteggiamento immobile e la fissità delle figure umane di Manet nel suo celebre dipinto, qui è rappresentato da tre bare incorniciate dal balcone. La realtà è trasfigurata e l’assenza di vitalità dei personaggi è rappresentata dall’involucro della morte.
Dietro l’apparente tranquillità delle sue opere, appare costante in Magritte la ricerca di un equilibrio tra logica ed utopia, tra realtà e sogno.