Antoon van Dyck

Rubens ha determinato la svolta nell’arte fiamminga, la sua fama divenne tale che i pittori contemporanei furono influenzati dalla sua arte, addirittura Bruegel il vecchio si stabilì ad Anversa per poter lavorare con il maestro. Fu però con Antoon Van Dyck che Rubens strinse una fortissima amicizia; pare anzi che Van Dyck preferì lavorare all’estero (in Italia e in Inghilterra) per evitare gli attriti che la presenza di due grandi in una regione piccola come le Fiandre si sarebbero potuti creare.

 

Nel percorso di una visita a Brugge, tra i vicoli e i canali della deliziosa cittĂ  medievale, merita una visita il bellissimo Museo Groeninge. Tra le interessantissime sale del museo, ci si imbatte in una delle opere piĂą interessanti di Van Dyck: Sansone e Dalila. Si nota subito la muscolatura possente e definita di Sansone e delle guardie che lo stanno legando: una mascolinitĂ  possente e allo stesso tempo umanizzata dalle espressioni di dolore del Sansone e di incredula fermezza delle guardie.

 

Il movimento in quest’opera è dato dai drappeggi degli abiti e dei mantelli che vestono Dalila e le guardie, tessuti brillanti ma non ricchi, colorati con i toni della forza e della passione; colori che contrastano con il quasi invisibile telo nero che copre le pudenda di Sansone. Nonostante il tradimento subito, Van Dyck ha comunque voluto lasciare a Sansone la sua via di uscita: dietro lui il cielo è chiaro, quasi un preludio ad una possibile ascesa, mentre il buio e le oscuritĂ  circondano Dalila e le guardie, un presagio sulla loro prossima punizione.

 

Un altro esempio di rapporto di coppia "problematico" dipinto da Van Dyck è sicuramente il bellissimo Giove e Antiope, custodito a Gent, nel Museo di Belle Arti. In questa rappresentazione i ruoli si invertono, ed è la figura maschile che rappresenta la parte “demoniaca” dell’opera: Giove è rappresentato con le sembianze di un satiro, un richiamo evidente alla volontà lussuriosa e lasciva del dio greco.

 

Il cielo cupo e pronto alla tempesta accompagna e preannuncia la tragedia. Antiope giace inerme nella luce con le sue forme innocenti e bianche, inconsapevole di quello che sta per accadere. Se però osserviamo meglio, vediamo che la posizione di Antiope e il rosso del drappo su cui giace diventano richiamo e tentazione per Giove, le sue labbra carnose e rosse sono come nell’attesa di un bacio. Antiope è come fosse pronta inconsciamente a concedersi a Giove?