Una pittura visionaria

La capacità "visionaria" della pittura fiamminga, che raggiunge i massimi livelli nel '900 con il surrealismo di Magritte, affonda le sue radici tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento, proprio quando imperversano nelle Fiandre quegli artisti "primitivi" che hanno dato alla storia dell'arte un nuovo indirizzo.

 

Solo due artisti risultarono immuni dalle influenze del tempo, mantenendo la loro originalità: Hieronymus Bosch (attivo tra fine Quattrocento e primi anni del Cinquecento) e Pieter Brueghel (attivo alla metà del Cinquecento). Entrambi esprimono una visione fantastica e inquietante, sia grottesca sia anche popolaresca: il loro linguaggio pittorico è denotato da una originalità unica che, recuperando filoni più popolareschi della tradizione nordica e tedesca, giunge a risultati completamente diversi rispetto alla tradizione fiamminga dei primi decenni del XV secolo.