Agrodolce fiammingo

"Se chiedi in giro, molti ti dicono che il Belgio è noioso, che si mangia male, che è sempre grigio e le persone sono fredde. Balle." Leggi tutto l'articolo di Pina Sozio.

 

Un fiore o una candela non mancano mai: al centro della tavola un punto luce o un tocco di colore sono dettagli semplici ma di sicuro effetto. Ogni volta ti chiedi dove i ristoratori fiamminghi trovino le idee per rendere un po’ speciale l’ambiente, ma poi osservi meglio e ti rendi conto che c’è attenzione ma non sforzo, che ciò che tu stai ammirando è in realtà il frutto di una cultura del bello in cui risulta naturale personalizzare e abbellire ma senza strafare.

 

Aiutati dalle candele e dai faretti alle pareti, tutto è scintillante sulla tavola: i vetri sottili dei calici sono specchi concavi in cui si riflettono l’argenteria tirata a lucido, le porcellane grandi e piccole e il tovagliolo disposto delicato sul piatto. L’ordine regna sovrano senza intimidire: è un ordine fine all’eleganza, è un ordine funzionale all’esperienza gastronomica che ci aspetta, in cui nulla è lasciato al caso.

 

Il bianco domina, il simbolo della purezza e della leggerezza ci parla di semplicità e di fiducia: è un bianco che tocchi, senti e osservi. E’ una sensazione che vorresti portare a casa, che vorresti condividere con gli amici e i famigliari perché immancabilmente ti trovi a fantasticare sulla prima cena che organizzerai a casa tua prendendo spunto da ciò che hai provato nelle Fiandre.